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DILEF Dipartimento di Lettere e Filosofia

LOCRI-PETRARA A

 

Nell'ambito del progetto denominato "SPA 26- LOCRI (RC): Museo e area archeologica di Locri Epizefiri. Interventi finalizzati a migliorare la fruizione dell'area, mediante la riconnessione dei percorsi di visita", la Prof. Lucia Lepore per conto dell'Università di Firenze ha ricevuto dalla direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria l'incarico di condurre indagini archeologiche nell'area denominata "Petrara A", dove già Paolo Orsi aveva notato delle strutture conservate in alcuni tratti per oltre 100 m, successivamente in parte indagate dalla Soprintendenza.

 

La ripresa delle indagini permette ora di leggere meglio l'articolazione del complesso pubblico che si estende su un'area di oltre 4400 mq e presenta sul fronte orientale 6 vani disposti su due livelli: quelli inferiori aperti sulla strada che correva in senso nord-sud e ricalcava la viabilità della colonia greca; quelli superiori aperti su un porticato che correva in senso nord-sud, del quale sono state messe in luce le fondazioni (fig. 1). Ha trovato conferma l'ipotesi che uno degli ingressi al complesso (quello orientale) fosse costituito da una rampa conclusa da un arco, cui sarebbero da collegare due possenti contrafforti in opera cementizia che si snodano ai due lati dell'accesso. Degno di nota l'articolato sistema idrico che adduceva l'acqua, forse proveniente da monte, tramite poderose canalizzazioni in opera cementizia che attraversavano il complesso da est ad ovest e da nord a sud. A questo riguardo le operazioni di scavo hanno rivelato la presenza a sud del grande basamento, in luce fin dall'epoca di Paolo Orsi, di un pavimento in mattoni sesquipedali, completamente spogliato, di difficile interpretazione, forse da riconnettere al sistema di adduzione idrica (vasca?). Il complesso risulta ulteriormente articolato dalla messa in luce di un'abside in opera laterizia che chiude ad ovest il grande basamento (fig.2).
In un momento successivo il porticato dovette essere riutilizzato, come mostrano i rimaneggiamenti visibili nella parte meridionale del complesso, forse contestualmente ad un cambio d'uso della struttura. A questo riguardo si segnala che nei vani nei quali è stata approfondita l'indagine sono state rinvenute strutture per la conservazione dei cibi (pithoi in situ), un pozzo con pareti in laterizio con annesso un forno (vano 1). Si sono inoltre evidenziate ampie operazioni di spoglio del complesso, per cavare materiali da costruzione, relative sia alla fase tardo romana che a quella moderna.
Ad una prima disamina dei reperti emerge la presenza di materiali pertinenti alla vita della colonia greca, nonché bolli di figline romane attestati anche nella colonia achea di Caulonia: Koleba, Gnathios.
Si segnala, infine, da uno strato di abbandono del Vano 1, una statuetta in bronzo che riproduce un tipo di Marte in età giovanile, stante, che regge con la mano sinistra la spada e con la destra, sollevata in alto, la lancia, ora perduta, inquadrabile nella prima età imperiale (fig. 3).

 

Locri pianta scavo  Fig. 1

 

 

foto scavo  Fig. 2

 

foto reperto  Fig. 3

 

 

 
ultimo aggiornamento: 28-Giu-2013
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